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09-06-2010: ATER: IL SINDACO ROMOLI NOMINA NEL C.D.A. EX AMMINISTRATORE SOTTO INDAGINE PER DANNO ERARIALE
Recentemente la stampa ha dato conto del “giallo” costituito dalla nomina di Sergio Pacor quale nuovo Vice-Presidente dell’Ater di Gorizia. Come noto l’attuale consiglio di amministrazione è in scadenza ed al Sindaco di Gorizia compete la nomina di un membro. Per accordo politico, pare che questo membro sia destinato a diventare Vice Presidente. Ora. secondo noi, il vero “giallo” non sta nel fatto che tale membro diventi o meno Vice-Presidente. Secondo noi lo scandalo sta nel fatto che Romoli abbia nominato per tale incarico un ex amministratore dell’Ater, già Vice Presidente ai tempi di Zamparo, sotto indagine della Corte dei Conti (assieme allo stesso Zamparo ed agli altri componenti di quel consiglio di amministrazione) per un danno erariale di oltre 300.000 euro. Noi ricordiamo bene quella vicenda, che denunciammo subito, insieme alle organizzazioni sindacali dell’Ater: Zamparo e soci, ormai al termine del loro mandato, volevano esternalizzare ad alcune società tutta una serie di attività già svolte direttamente dai dipendenti Ater, a costi astronomici. Per fortuna, l’operazione venne bloccata proprio dall'avvio dell'indagine da parte della Corte dei Conti. Ma diversi contratti erano già stati sottoscritti: di qui il danno erariale.
Ora il Sindaco Romoli vuole riproporci, addirittura di nuovo come Vice-Presidente, un esponente di quella bella stagione... Persino alla Regione (governata dal centro-destra) è venuto qualche dubbio. Sarebbe interessante capire, poi, quali altri meriti e competenze abbia il sig. Sergio Pacor oltre al fatto di essere un esponente leghista, se siano stati presi in esame altri curricula, se i possibili candidati siano stati preavvisati della futura nomina ecc. Ricordiamo molto bene gli strali e le accuse di lottizzazione rivolte a Brancati dal centro-destra goriziano: da che pulpito veniva la predica!
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
28-05-2010: C'era una volta il sito web del Comune. Gratis. Ora paghiamo 18.000 euro.
C'era una volta il sito web del Comune, creato già molti anni fa dai dipendenti comunali del settore informatico. Migliorato nel tempo, era diventato un discreto sito, più che decoroso per un Comune delle dimensioni di Gorizia. Ora però la Giunta Romoli ha deciso che è meglio dare in appalto, a una ditta esterna, la gestione del sito. Costo: 18.000 euro (il limite per l'affidamento diretto senza gara è di 20.000 euro). Naturalmente, eventuali futuri cambiamenti del sito dovranno anch'essi essere pagati alla ditta. Il bello è, poi, che la ditta fornisce solo la “scatola”, il “contenitore”, perchè i contenuti continuano a metterceli i dipendenti comunali. Dando un'occhiata al sito, indubbiamente la grafica appare accattivante. Le funzioni ed i contenuti ci sembrano invece gli stessi che c'erano già prima. Valeva la pena, quindi, in tempi di crisi, di spendere 18.000 euro solo per avere una veste grafica più brillante? Ci risulterebbe poi ancora in vigore la norma che vieta di ricorrere a professionalità esterne senza giustificato motivo, quando l'ente abbia propri dipendenti in possesso delle medesime professionalità. Spieghi quindi il Sindaco o l'Assessore competente il perchè di questa spesa, casualmente coincidente con l'annuncio del blocco degli stipendi e con i tanti sacrifici che la crisi del capitalismo impone sempre e solo ai lavoratori.
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
09-05-2010: Ancora sulla sanità goriziana. Comunicato del Direttivo di Circolo.
I problemi della sanità goriziana sembrano non avere mai fine. Vorremmo toccare alcune questioni.
La prima è quella delle commissioni che dovevano analizzare la qualità dei servizi e formulare una proposta di razionalizzazione e ridimensionamento, e vorremmo dare un contributo perché non fossero dimenticate.
Ormai tutto il centrosinistra goriziano concorda sul loro fallimento, compreso chi ne fa parte, se è vero che nei documenti che ne sono usciti si "consiglia" ad esempio di mantenere i due punti nascita, demandando all'ASS sia lo studio di fattibilità sia la decisione finale, nel rispetto della "competenza gestionale” e che dunque ad essa spettano “le decisioni relative all'eventuale opera di ottimizzazione”. Sono quindi solo fumo negli occhi dei cittadini, come dicevamo mesi fa, e la volontà politica di questa maggioranza in regione in tema sanità è già ben delineata.
Invece NON è fumo negli occhi il premio ricevuto dalla dott.ssa Baccarin per il raggiungimento degli obiettivi nell'anno 2008, che ammonta ad euro 27.597,50, pari allo stipendio annuale di un dipendente di medio/alto livello. Obiettivi che consistevano nel consegnarci in fretta, entro la fine del 2008, quel "GIOIELLINO" di cui ora tutti possono vedere i difetti, i limiti e il costo sproporzionato.
Tanto per non dimenticare le promesse, che fine ha fatto la strada di accesso diretto dalla rotonda al pronto soccorso, per un costo previsto di circa 5 milioni di euro?
E veniamo ai recenti problemi che riguardano il servizio del 118. Lungi dall’entrare nel merito delle questioni tecniche, in cui peraltro è sufficiente che si avventuri il sindaco Romoli, vogliamo dire che i problemi sono legati in realtà ad una sola origine: il blocco del turn-over del personale, ovvero chi va in pensione non viene rimpiazzato. Questi problemi, ampiamente previsti a suo tempo da chi criticava la finanziaria regionale, sono scelte della maggioranza di destra alla guida della Regione. Scelte coerenti con i loro programmi, che, con la scusa del contenimento della spesa pubblica, servono a fiaccare, con limitazioni che ne pregiudicano l’efficienza e spesso anche la sopravvivenza, i servizi pubblici ai cittadini. Servizi nella cui gestione devono subentrare i privati.
Al consigliere Valenti, che di quella maggioranza fa parte, vorremmo consigliare di finirla col tormentone dei politici goriziani che non fanno sistema: si prenda la sua parte di responsabilità su ciò che sta accadendo invece di lanciare inviti che servono solo a confondere le idee ai cittadini.
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
24-04-2010: Comunicato del Direttivo di Circolo su Casa di Riposo e Tesoretto
La coincidenza temporale fra le denunce dei sindacati circa il mancato avvio di lavori di adeguamento della Casa di Riposo di Gorizia e la comparsa del tesoretto nel bilancio del Comune di Gorizia ci sembra estremamente preoccupante.
Non vorremmo che questi denari venissero fuori proprio da uno stanziamento per queste opere, ritenuto ormai inutile perché si è deciso di fare scelte diverse.
Chiediamo quindi al Sindaco Romoli di rassicurare i cittadini in merito, visto che sui giornali si sono letti solo alcuni esempi, e non è chiara l’esatta e puntuale provenienza di tutto questo avanzo economico.
Detto questo un’idea su come spendere questi soldi ce l’abbiamo anche noi, e ci permettiamo di lanciarla.
Crediamo che dovrebbero essere spesi proprio per i lavori di adeguamento della Casa di Riposo. Ci sembra necessario rispettare l’impegno preso con l’assessore regionale Kosic ma soprattutto aumentare l’offerta di posti per cittadini anziani non autosufficienti, di cui Gorizia, vista l’età media della popolazione, ha bisogno come del pane, peraltro in una bella struttura che è un vero peccato lasciare sottoutilizzata.
La richiesta di tali servizi sul territorio è molto alta, e a nostro avviso i servizi sociali devono avere la priorità sulle opere di rifacimento dei marciapiedi. Il fatto che questi soldi ci siano e non debbano essere chiesti a nessuno, ci sembra un’occasione irripetibile.
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
12-04-2010: Comunicato del Direttivo di Circolo sulla preoccupante situazione alla Casa di Riposo
L'allarme lanciato dal segretario provinciale della CGIL riguardo alla situazione della casa di riposo di Gorizia è estremamente preoccupante, e fa pensare ad un cambio di indirizzo del sindaco rispetto all'ipotesi di mantenimento della stessa fra i servizi offerti dal Comune di Gorizia ai cittadini. In una città come Gorizia, con una popolazione la cui età media è sbilanciata in maniera importante verso gli anziani, e con una richiesta di servizi per persone non autosufficienti molto alta, è già estremamente grave che ci sia un rallentamento dei lavori di adeguamento e ristrutturazione, necessari per aumentare il numero di posti e per dare una risposta adeguata ad un territorio che ha enormi bisogni: ma qui appare in forse il mantenimento stesso della struttura. La sensazione che abbiamo è che il sindaco Romoli sia più preoccupato per i lavori pubblici, e per le inaugurazioni che possono comparire sui titoli dei giornali, piuttosto che per i servizi di cui i cittadini hanno necessità. Non vorremmo che si pensasse di dismettere il servizio o di svenderlo a qualche imprenditore privato. La situazione richiede un'indagine e un monitoraggio, e fin da subito cominceremo a lavorare all'organizzazione di un incontro pubblico a cui inviteremo tutti i cittadini interessati, per vigilare e se necessario per promuovere una mobilitazione che contrasti il depauperamento dei servizi.Il Direttivo del Circolo di Goriziadel Partito della Rifondazione Comunista
09-04-2010: QUALE FUTURO PER IRIS ENERGIA?
I numeri che dà il consigliere di amministrazioone di IRIS Vescovini sul Piccolo del 21 marzo non dicono tutto sulle cifre della trattativa sulla vendita del ramo energia di IRIS. Per essere chiari con i cittadini bisogna dire che la proposta di acquisti da parte di AMGA nel 2008, come anche quella successiva di qualche settimana di ACEGAS-APS, comprendevano entrambe la copertura del disavanzo di IRIS, stimato all'epoca in 25 milioni di euro. Questa del resto è la prassi quando viene fatta un'offerta di acquisto di questo genere. Piuttosto l'anomalia riguarda la recente gara e le attuali trattative in corso, nelle quali le cifre sono al netto del debito, la cui stima è nel frattempo scesa a circa 22 milioni di euro. Quindi per fare un confronto corretto, bisogna sottrarre 25 milioni alle cifre del 2008. Detto questo la proposta avanzata all'epoca da ACEGAS-APS comprendeva quote di azioni di una società che poi non è mai nata, tanto è vero che che il sindaco Romoli parlò di proposta nominale. Ovvero, traducendo, ACEGAS-APS voleva far comparire nei titoli dei giornali una cifra maggiore di quella di AMGA, utilizzando una quota virtuale e di fatto impossibile da quantificare, potremmo dire, usando un termine di moda, con un trucchetto da finanza creativa. Oggi mi pare che lo scenario non sia cambiato, si vuole far apparire più conveniente l'offerta di ACEGAS-APS dichiarando parte delle cifre e omettendone altre. Credo che se proprio fosse necessario vendere, i criteri di scelta dell'acquirente non dovrebbero solo dettati alle cifre, ma piuttosto dovrebbero tener conto della proprietà quanto più pubblica possibile dell'acquirente stesso, e della sua eventuale natura di società che si occupa di servizi piuttosto che società prima di tutto finanziaria.Ribadisco in ogni caso quanto più volte affermato in passato da vari esponenti di RC, e cioé che siamo contrari alla vendita. Se ho un'automobile che non vale molto nel caso voglia venderla, ma che funziona bene e mi porta in vacanza d'estate, perché devo venderla? In termini marxisti, il suo valore d'uso è maggiore del suo valore di scambio. Credo si debba cassare questa ipotesi ed aprire una trattativa per una multiutility unica, regionale, ma soprattutto pubblica, che nasca da una fusione, senza traumi per i lavoratori e per i cittadini, delle realtà esistenti.Appare ovvio, considerando che probabilmente nei prossimi 100 anni nessuno vedrà Udine e Trieste fare qualcosa di sostanziale assieme (vedi sanità, vedi università, ecc.), come una tale strada sia irta di difficoltà. Si cominci con chi è disponibile a parlarne, con una sana dose di realismo e di pragmatismo.
Roberto Criscitiello. Segretario del circolo di Gorizia del Partito della Rifondazione Comunista
06-03-2010: Comunicato del Direttivo del Circolo sulla mostra "La verità per la riconciliazione".
Mentre i rappresentanti istituzionali di Slovenia, Croazia e Serbia, a 19 anni da una guerra sanguinosa, si incontrano e, sia pure per motivi prima di tutto economici, cercano di voltare pagina, a Gorizia il tempo sembra fermo da 65 anni. Peggio, si cerca di raccontare la storia non come uno scorrere di eventi concatenati e sequenziali, come tutti abbiamo imparato alle scuole elementari, ma come fatti separati gli uni dagli altri. Ecco quindi che emerge, nientepopodimeno che nell'atrio del palazzo comunale, una mostra sulle foibe. Racconta ai cittadini in cerca di certificati e ai visitatori gli eventi tragici del 1943-45 senza alcun legame con il prima e con il dopo.
Perché sui pannelli con le foto dei militari italiani della Decima MAS e del Battaglione Mussolini non ci sono le foto dei massacri che i militari Italiano fecero di civili sloveni e croati?
Perché accanto ai pannelli con foto e documenti sulle occupazioni di Gorizia e Trieste non ci sono quelli sull'occupazione e le esecuzioni dei contadini dei paesi occupati in Slovenia e Croazia (e Grecia ed Etiopia)?
Perché accanto al pannello con foto e documenti dei campi di concentramento sloveni non ci sono anche quelle dei campi di concentramento di Rab, di Visco, di Poggio Terzarmata, di Gonars, di Monigo e di Chiesanuova?
Perché la tesi è che il fascismo è stato un movimento che ha arginato a oriente il pericolo rosso, i comunisti che mangiano i bambini e portano via a tutti la casa, l'automobile e forse anche il divano dal soggiorno per farli diventare proprietà dello stato, e far diventare tutti, tranne loro ovviamente, poveri. E per avvalorare questa tesi si mostrano foto di allegre compagnie di soldati sorridenti, in un rinnovato mito degli "Italiani brava gente", e si omette di raccontare che i militari italiani nei paesi occupati, prima e durante la seconda guerra mondiale, opprimevano le popolazioni civili locali, imprigionavano, torturavano e stupravano, come qualunque esercito in guerra. Nei paesini a maggioranza slovena dei territori a noi vicini, come si vede in un passaggio della recente fiction su Basaglia, stava scritto sui muri "qui si parla italiano".
Per dirla in modo banale e semplicione, una volta, quando andavano di moda i proverbi, ce n'era uno che diceva "chi semina vento raccoglie tempesta".
La mostra nell'atrio del Comune di Gorizia si chiama "La verità per la riconciliazione", ma racconta un quarto della verità storica, per dividere. Il fatto che sia allestita nell'atrio del palazzo comunale è gravissimo e testimonia come il sindaco Romoli e l'assessore Devetak concordino con questa lettura della storia, e promuovano attività culturali che, come dice Anna Di Gianantonio, continuano ad alimentare lacerazioni e contrapposizioni. Questo è uno dei motivi principali per cui questa città sta morendo.
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
25-02-2010: Comunicato del Direttivo del Circolo sul Punto Nascita
Sul “punto nascita” di Gorizia molti hanno espresso il loro sostegno, ma crediamo nessuno abbia messo in luce il nodo centrale della questione.
Nel passato relativamente recente quel reparto ha visto vari incidenti, alcuni gravi, giunti sulle pagine dei giornali, altri minori e meno noti, trasmessi dal passa parola fra le donne goriziane: ciò ha fatto sì che diminuisse la fiducia nel reparto, e la diminuzione delle nascite a Gorizia è lì a dimostrare proprio questo. Molte donne goriziane vanno a partorire i loro figli a Monfalcone o a Palmanova.
Sulla ventilata chiusura la destra goriziana ha tentato di dare risposta in termini elettoralistici. Il sindaco Romoli e il consigliere regionale Valenti hanno chiesto al presidente Tondo di bloccare il piano di riduzione–riordino previsto dall’assessore regionale Kosic perché il loro partito avrebbe prevedibilmente perso consensi.
Ma la questione di fondo non è mai stata affrontata. Anche il comitato “voglio nascere a Gorizia” capitanato dall’assessore Del Sordi ha poco da cantare vittoria: il problema è solo rinviato.
Sia ben chiaro che per noi è scontato che un reparto di ostetricia è parte della dotazione necessaria di un ospedale di secondo livello, quale è quello di Gorizia, e deve quindi essere mantenuto. Ma se viene percepito come non sicuro, devono essere effettuati degli interventi sulla sicurezza. E l’unica via è quella del rinnovamento, con nuove attrezzature o con nuovi medici.
La proposta, giunta in questi giorni, di collaborazione con la medicina di oltre confine risolverebbe i problemi, guarda caso proprio mettendo in campo, a costo zero, nuovi medici e nuove competenze, e socializzando le conoscenze, gli spazi e il personale.
Ma il sindaco Romoli dice no grazie alla proposta di collaborazione che giunge dal direttore sanitario di Nova Gorica. Non a caso sia le sue obiezioni che quelle dell’assessore competente sono assolutamente politiche, non hanno nulla a che fare con la salute dei cittadini. In altre parole con gli Sloveni va benissimo se si tratta di firmare protocolli, meno bene se si tratta di concreti bisogni dei cittadini.
Questa è l’ennesima occasione persa da questo sindaco di risolvere i problemi della sua città.
Il direttivo del Circolo di Gorizia
del Partito della Rifondazione Comunista
20-02-2010: Comunicato del Direttivo del Circolo sul futuro dell’Università.
L'amministrazione Romoli sta registrando fallimenti su tutti i fronti.
L'"allineamento dei pianeti" ha fatto stappare lo spumante ma non ha dato i risultati sperati, visto che il governo nazionale e quello regionale tagliano le risorse, non danno soluzione ai problemi, come nella questione della benzina agevolata, e anzi li creano, come nel caso della sanità.
La tanto decantata risistemazione del "salotto" cittadino tarda a venire, come nel caso di piazza Vittoria, oppure dove arriva, grazie, occorre dirlo, all'avvio di molti progetti in epoca Brancati, arriva nel deserto delle vie sempre meno frequentate dai goriziani e sempre più corredate di serrande abbassate.
Colpa dei commercianti stessi, ci ha fatto sapere il sindaco, per troppo tempo al potere in città. Dimentica che nella maggioranza che lo sostiene, anzi nel suo stesso partito, c'è anche l'ex sindaco Valenti.
E arriviamo all'università. Tutti la consideravano la più grossa occasione di rilancio della città. Ma di nuovo il governo si mette di traverso, riducendo i fondi alle università, e anche il Governatore Tondo nella finanziaria regionale riduce gli investimenti su Gorizia.
Il problema vero è che gli studenti universitari che hanno scelto le facoltà goriziane, attratti, come essi stessi affermano, da un'offerta formativa interessante, si ritrovano senza servizi di supporto. I luoghi per studiare sono insufficienti, ancora di più per gli studenti della tanto pubblicizzata Architettura, che hanno spesso a che fare con plastici e modelli e quindi hanno bisogno di spazi se possibile maggiori degli altri.
E poi siamo mal collegati al resto dell'Italia, gli studenti provenienti da regioni lontane devono affrontare viaggi ferroviari con tempi lunghissimi. In città trovano poco svago, complice anche l'ordinanza sugli schiamazzi. L'impegno su questo settore, giustamente considerato strategico, è del tutto insufficiente.
Insomma naufraga qualsiasi ipotesi di rilancio della città. In tempi che sembrano lontanissimi sulle fiancate degli autobus leggevamo che la città si stava rinnovando. Oggi è chiaro che tutto è pensato in funzione dei titoli roboanti sui quotidiani, i progetti non hanno alcuna visione strategica d'insieme. E sul personale comunale non si investe, come ci fanno sapere i sindacati, anzi lo si considera una palla al piede di cui difarsi o perlomeno alleggerirsi al più presto.
Ma perché Romoli, invece di candidarsi a fare il sindaco come un bravo amministratore di condominio, come ebbe a dire, non si è dedicato piuttosto alle attività a cui si dedica qualunque pensionato, come ad esempio accompagnare i nipotini a giocare ai giardini pubblici?
IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO DI GORIZIA DEL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
23-01-2010: Interrogazione del Consigliere Regionale Roberto Antonaz: “Perchè la Lega Nord se la prende con Gorizia?”
Il segretario regionale della Lega Nord, Fontanini, nei giorni scorsi ha sferrato un pesante attacco ai criteri usati dalla Regione per finanziare le manifestazioni culturali, citando esplicitamente l'eccesso di risorse destinate,a suo avviso,provincia di Gorizia ed al suo capoluogoreclamando maggiori finanziamenti alla provincia di Udine. La cosa non stupisce perchè il leghismo punta a creare localismi e scontri di campanile mettendo un'area geografica contro l'altra. Quello che stupisceè che il presidente Tondo sembra dargli ragione eil silenzio assordante del centro destra isontino, che preferisce tacere ed incassare. Perchè Romoli, Devetag, Valenti non reagiscono? La cultura Goriziana e dell'Isontino è stata già fortemente penalizzata dalla finanziaria regionale 2010, e quotidianamente assistiamo a discriminazioni nei confronti della nostra Provincia. C'è da pensare che anche alla destra locale va bene così. Aspettiamo di essere smentiti.
Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista
Roberto Antonaz
10-01-2010: Sanità: intervento del Segretario del Circolo
Checché ne dica sul Piccolo di oggi l'ex assessore Fasola, la struttura ospedaliera di Gorizia non risponde assolutamente ai bisogni dei cittadini, bisogni che per noi devono essere il primo parametro per valutare quali risorse devono essere spese per dare risposta ad un bisogno primario quale quello della salute. Si potrebbe certamente strutturare tale risposta con altre modalità, ad esempio con più servizi territoriali o domiciliari, resta il fatto che oggi tutta l'impostazione sanitaria provinciale, e in particolare nell'area goriziana, resta insufficiente. E nessuno pretende reparti di alta specialità, stiamo parlando di funzioni di base: ribadiamo che questa devono essere sufficienti, e da tale sufficienza deve discendere il budget.Sulle dichiarazioni più volte esternate dall'ex assessore, che per quanto ci riguarda può passeggiare per Gorizia senza alcun timore, rileviamo che, pur dichiarandosi lontano dalla Lega Nord, non ne ha dimenticato la strategia politica: dividere i cittadini, i goriziani contro i monfalconesi, quelli italiani contro gli starnieri, ma mai i cittadini che vivono del proprio lavoro contro chi sfrutta quellio altrui.Cordiali saluti. Roberto Criscitiello
09-01-2010: Comunicato sulla Sanità Isontina
Il tema dell’ospedale S. Giovanni di Dio continua a tenere banco sui quotidiani goriziani. Come abbiamo già dichiarato in tempi recenti, l’istituzione delle due commissioni che dovrebbero analizzare la qualità dei servizi e formulare una proposta di razionalizzazione e ridimensionamento sono semplicemente fumo negli occhi dei cittadini.
Il disastro della sanità isontina ebbe inizio nel febbraio del 1995, con la legge regionale n. 13, che prevedeva la revisione della rete ospedaliera regionale, legge voluta dall’assessore regionale leghista Giampiero Fasola. Molti degli attuali paladini difensori della sanità isontina sono stati fra gli attori e autori di quella scelta. Il sindaco Romoli nel 1995 era assessore regionale al bilancio, ed approvò quel progetto, e il consigliere regionale del Pdl Valenti, all’epoca sindaco di Gorizia, non fece nulla per contrastarlo o perché fosse modificato.
Anche gli allora DS votarono a favore di quella legge in consiglio regionale. Coerentemente il loro assessore regionale Beltrame, amministrazione Illy, non fece alcunché per cambiare la direzione intrapresa.
E vogliamo ricordare che il consigliere regionale leghista Razzini all’inizio del 2009 lanciò la proposta di affidare l’incarico di direttore dell’azienda sanitaria isontina a Paolo Bordon, a suo tempo collaboratore proprio dell’ex assessore Fasola.
Quale credibilità hanno tutti costoro oggi davanti ai cittadini?
Le uniche forze politiche che si opposero a quel progetto furono il PRC e il PDCI, che promossero un referendum insieme ai comitati di difesa della sanità, referendum che non raggiunse il quorum, anche grazie ad un incredibile spostamento della data della consultazione all’ultimo momento.
Veniamo all’oggi. La favola del “gioiellino”, ultima vicenda di quella saga, alla cui inaugurazione tutti brindarono, è crollata miseramente come un castello di carte. Lavori di ristrutturazione malfatti, tesi al massimo risparmio, disorganizzazione, spazi e personale insufficienti, hanno visto soluzioni tampone che tra l’altro stanno riportando in vita il comprensorio di via Vittorio Veneto, aggravando ulteriormente il bilancio economico su cui anche la Corte dei Conti aveva avviato un’indagine.
Le scelte odierne della destra a guida della Regione, riguardo ad un diritto fondamentale anche dei cittadini goriziani, quello alla salute, sono in linea con il passato e sono calibrate esclusivamente sul budget, o peggio, sugli equilibri di potere fra le realtà sanitarie di Trieste e di Udine. Le due commissioni serviranno a legittimare a livello locale i tagli. I dati che dovrebbero raccogliere sono ampiamente conosciuti dal direttore generale, che per definizione del suo stesso ruolo lavora conoscendo il bilancio dettagliato della sua azienda.
Il direttivo del Circolo di Gorizia
del Partito della Rifondazione Comunista